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Da tanti anni, ormai, confermiamo la nostra partecipazione al Palio del Daino di Mondaino.
Come ogni volta, l'occasione è gradita per rifare piacevoli incontri, per rivedere amiche ed appassionate, ma anche per creare nuovi contatti e nuove conoscenze.
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Quest'anno la nostra piccola bottega ha ritrovato la sua collocazione su Via Maggiore, la strada principale del paese, dove ogni sera sfila il corteo delle dame e dei signori, dei cavalieri, dei soldati, dei popolani, degli sbandieratori e dei musicisti che raggiungono la piazza per i festeggiamenti e le rievocazioni dei fatti che si sono svolti in queste terre di Romagna nel 1459, quando Federico da Montefeltro si incontrò con Sigismondo Malatesta, Signore di Rimini.
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Ogni angolo del paese viene trasformato e valorizzato per trasportare il visitatore in un emozionante viaggio nel tempo: si aprono le botteghe e le bancarelle di artigiani specializzati in affascinanti mestieri di un tempo (vetrai, scalpellini, armaroli, balestrieri, pittori, cartai, mosaicisti, intagliatori del legno, calzolai, tessitori, conciatori di pelle...), e poi in ambienti illuminati dalla luce tremolante delle candele vengono ricostruiti gli studi in cui notai, medici, speziali esercitavano le loro professioni. Le mura del paese, da cui si ammira un indimenticabile paesaggio di colline dolci e verdi, fino all'azzurro del mare, sono presidiate dai posti di guardia, in cui i soldati si allenano con le armi o si concedono qualche momento di riposo dalle lunghe marce e ronde.
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E poi che dire degli affollatissimi punti di ristoro, delle taverne in cui vengono proposti menù a base di appetitose ricette di un tempo? |
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Quest'anno il poeta e scrittore Fabrizio Diotallevi, che abbiamo conosciuto nella scorsa edizione, ci ha fatto dono di una poesia che ha composto per noi e per la nostra nobile arte del ricamo e dei merletti. Lo ringraziamo per le belle parole che ci ha dedicato e che vogliamo condividere con tutti.
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Li ricami co li tomboli
I
Dopo il vicolo che porta alla Via Maggiore
Tramite una breve e leggera salita
Resto incantato da tre belle signore
Dalla prodigiosa abilità delle loro dita.
II
A tal portento, non posso che restar sbalordito
Mentre le vedo intrecciar fili sul cuscino imbottito
Sotto il guanciale, fissato è un disegno
Il ricamo è la loro vita, Cesena il loro regno.
III
Dalla spola, sul fusello vien raccolto il filo
A tal garbo urge una sosta, mi fermo, chiedo asilo
Un pregiato ricamo, scende dalla porta dell'officina
Vestita di verde, mi accoglie Madonna Cristina
IV
Madonna Paola e Madonna Orietta son regali
Nel cielo limpido la luna da quarto si fa piena
Ho visto un'arte che non ha eguali
Grazie a loro tre, le tre Fatine di Cesena
Fabrizio Diotallevi
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Le foto:
[1] [2] e [3] la bottega con i manufatti ricamati, le frange a macramé e i pizzi a merletto a fuselli
[4] Orietta al lavoro
[5] Paola e Cristina
[6] via Maggiore
[7] il corteo
[8] la piazza e via Maggiore al tramonto
[9] la taverna della Contrada di Montebello
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